Raccontare nella Casa di vetro – In visita al Transformatorenwerk di Lipsia – Germania

26.06.2026

Fine aprile. Il sole splende, ma il vento è ancora freddo. Ci troviamo davanti all’antica vetreria di Lipsia. Questo pomeriggio il team di moderazione del Transformatorenwerk Leipzig si riunisce per un caffè narrativo di prova e un momento di condivisione.

Di Natalie Freitag, coordinatrice regionale per la Svizzera tedesca

Ai nostri corsi online e agli incontri di condivisione su Zoom partecipano regolarmente persone non solo dalla Germania, dall’Austria e dalla Francia, ma a volte anche dalla Turchia o dalle Isole Canarie. Questi incontri mostrano come la Rete caffè narrativi Svizzera susciti interesse anche oltre i confini nazionali. È così che nel 2021 Cornelia Rank ha scoperto la nostra rete e ha portato il caffè narrativo a Dresda e a Lipsia. Grazie agli incontri periodici su Zoom, si è sviluppato uno scambio vivace e continuo, fino all’invito a visitare il loro progetto. Alla fine di aprile 2026 ho quindi percorso i 700 chilometri che separano San Gallo da Lipsia.

Il Transformatorenwerk nasce dalla pratica filosofica. Cornelia Rank desiderava ampliarne l’approccio, creando occasioni in cui le persone potessero raccontarsi, condividere le loro storie e parlare della propria vita. Ha iniziato così a proporre caffè narrativi e, nel tempo, è riuscita a coinvolgere altre cinque persone nella moderazione, accompagnandole ad approfondire il loro ruolo di moderatrici e moderatori.

È proprio questo lavoro che ho l’opportunità di osservare oggi. L’antica vetreria è diventata un luogo che invita all’incontro. Il cemento screpolato lascia nuovamente spazio ad alberi e piante. Una cucina, diversi angoli dove sedersi e anche una sauna: c’è molto da scoprire. Ci accomodiamo nella Casa di vetro, uno spazio ricavato all’interno dell’edificio. Caffè e tè sono già pronti. Per la torta, invece, si dovrà aspettare la seconda parte del pomeriggio.

Il tema scelto per oggi è la «dignità». Per stimolare la riflessione, la moderatrice ha raccolto immagini e parole ritagliate da riviste. Le osserviamo muovendoci liberamente nello spazio. Che cosa evocano in noi? Quale legame hanno con la dignità? Alcune domande introducono la conversazione. Ognuna e ognuno condivide ricordi, esperienze e riflessioni legate alla dignità. Parliamo della nostra dignità, di ciò che riconosciamo e valorizziamo negli altri, ma anche delle situazioni in cui ci siamo sentiti umiliati o feriti. Il tempo passa in fretta. Il tempo vola. Poco alla volta il gruppo si avvicina: il tema e le storie condivise ci uniscono.

La conversazione prosegue davanti a un caffè e a una fetta di torta. Ci prendiamo il tempo di riflettere su come il caffè narrativo è stato vissuto da chi vi ha partecipato, ma anche dalla moderatrice che lo conduceva per la prima volta. All’inizio era molto nervosa; ora appare sollevata e felice. Il tema e le storie condivise hanno toccato profondamente il gruppo. Moderare un caffè narrativo richiede attenzione, sensibilità verso ciò che accade nel momento presente e disponibilità ad accogliere ciò che emerge.

Ci sediamo al sole. Tra idee e progetti, prendono forma i prossimi appuntamenti. La motivazione è alta e collaborare è un piacere. È bello vedere come il caffè narrativo riesca a mettere in relazione persone di culture, generazioni e provenienze diverse, creando comprensione reciproca. Da San Gallo a Lipsia, in questa città e in questo luogo dove molto continua a trasformarsi, le storie aiutano a ricordare, a guarire e a guardare avanti.

Informazioni sul luogo e sull’organizzazione