Nuovo libro: Custodire e tramandare le storie di vita

31.08.2026

Evelyne Mertens, coordinatrice della Rete caffè narrativi per la Svizzera romanda e moderatrice di caffè narrativi, ha pubblicato un libro: «L’héritage des mots. Guide pratique pour écrire la vie d’une personne âgée» (L’eredità delle parole. Guida pratica per raccontare la vita di una persona anziana).

Di Evelyne Mertens, coordinatrice per la Svizzera romanda

La guida si rivolge a chi desidera raccogliere e raccontare la storia di un genitore, di una nonna, di un nonno o di un’altra persona cara. Propone un metodo concreto, passo dopo passo: definire il perimetro del racconto, preparare i colloqui, raccogliere il materiale, strutturarlo, scrivere e rivedere il testo. Attiva dal 2018 nell’ambito delle storie di vita e cofondatrice del Collectif Histoires & Vies, Evelyne Mertens condivide nel libro ciò che ha imparato accompagnando decine di persone nella scrittura della propria storia.

Il libro affronta anche un aspetto particolarmente familiare a chi modera un caffè narrativo: scegliere di raccontarsi è già, di per sé, una presa di posizione. Fin dal primo capitolo, Evelyne Mertens ricorda che l’età avanzata non priva affatto della capacità «di ricordare per frammenti, di dare un senso al momento presente e di prendere posizione rispetto al proprio passato», contrapponendosi così all’idea diffusa di un declino che finirebbe per cancellare tutto.

Anche il consenso, scrive più avanti, non può mai essere dato per acquisito una volta per tutte: una persona può accettare di parlare un giorno e cambiare idea il giorno successivo. Il diritto di ritirare il proprio consenso fa parte del processo e non costituisce un ostacolo. È proprio questo uno dei principi su cui si fondano i caffè narrativi: prendere la parola è una scelta. Nessuno è tenuto a raccontare. Ma chi decide di farlo sceglie, in quel preciso momento, di affermarsi attraverso la propria parola.

La guida individua tre atteggiamenti per chi raccoglie una storia di vita: investigatrice, archivista e narratrice. Ritroviamo qui principi che caratterizzano anche un caffè narrativo ben moderato: non giudicare mai la storia raccontata; valorizzare le risorse e le competenze anziché le perdite; rispettare la realtà soggettiva di ogni persona, per quanto dolorosa possa essere; ottenere un consenso autentico e rinnovato, mai imposto in nome del «dovere della memoria».

Un intero capitolo è inoltre dedicato alla trasmissione intergenerazionale: come il racconto di una persona anziana possa diventare un punto di riferimento per le generazioni successive e come un’esperienza individuale possa trasformarsi in un patrimonio collettivo.

«L’héritage des mots» non si rivolge soltanto alle famiglie. Anche chi modera laboratori di scrittura biografica e chi porta avanti progetti di raccolta della memoria all’interno di un’istituzione vi troverà indicazioni concrete ed esercizi pratici, non soltanto teoria.

Un tema, due voci nella Rete

Il tema delle storie di vita delle persone anziane è da tempo presente anche all’interno della Rete caffè narrativi. Oltre a Evelyne Mertens, se ne è occupata anche Anne-Marie Nicole, con la quale coordina la Rete, contribuendo al volume collettivo «Le récit de vie de la personne âgée en institution» (a cura di Catherine Schmutz-Brun, Erès, 2019).

Le due pubblicazioni affrontano il tema da prospettive diverse e complementari: il volume collettivo offre a professionisti e istituzioni un quadro di riferimento per il lavoro biografico con le persone anziane; «L’héritage des mots», invece, propone un metodo accessibile a chi desidera raccogliere, in ambito familiare, la storia di una persona cara.

Due approcci diversi, accomunati dalla stessa convinzione che anima la Rete fin dai suoi esordi: ciò che le persone anziane hanno da raccontare merita di essere ascoltato, che sia attorno al tavolo di cucina di casa o nella sala comune di una struttura residenziale.

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